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Le domande che ci fanno tutti

Sono le stesse in ogni trattativa, e sono legittime. Qui trovi la risposta per esteso, con la norma accanto. Se la tua non c'è, chiedicela: rispondiamo allo stesso modo.

Sul risparmio

Da dove arriva l'efficienza

La prima domanda è sempre questa, ed è la più sana che ci possa fare un imprenditore.

Come fate a farmi risparmiare? Non versate i contributi?

I contributi si versano tutti, per intero, e te lo dimostriamo ogni mese con il DURC in corso di validità, l'estratto del cassetto previdenziale dell'impresa distaccante e la contabile del pagamento degli stipendi. Un'azienda che non versa i contributi non ottiene il DURC: è il primo documento che ti mettiamo in mano proprio per chiudere questa domanda.

L'efficienza arriva da altre due strade, entrambe verificabili. La prima sono le economie di scala sui costi indiretti: una società che si appoggia a uno studio esterno paga il cedolino 20 o 30 euro, per noi l'incidenza è di 1,50 euro perché i consulenti del lavoro li abbiamo dentro la rete. Lo stesso vale per RSPP, visite mediche, corsi, modulistica, contenziosi. La seconda sono le agevolazioni contributive e fiscali di cui alcune imprese della rete dispongono per legge, e che vengono in parte ribaltate sul cliente come scontistica sul costo del lavoro.

È ottimizzazione di costi indiretti, non risparmio sui diritti del lavoratore. Se qualcuno ti promette il secondo, sta descrivendo un reato.

Di quanto stiamo parlando, in concreto?

Nella nostra simulazione reale su CCNL Metalmeccanica industria, sette dipendenti tra livelli B1, B2, C2 e C3 a 173 ore mensili, l'efficienza sul costo del lavoro è del 5%: da 29.628,51 a 28.147,08 euro al mese, 1.481,43 euro al mese di differenza, quasi diciottomila l'anno. Sulla sommatoria di costi diretti e indiretti l'efficienza arriva fino al 10-12% nei casi migliori.

Il tuo numero non è il nostro. Dipende da CCNL, livelli, anzianità, part-time, premi, composizione della forza lavoro. Per questo l'analisi parte dalle tue buste paga e non da medie di settore, ed è gratuita: perché finché non l'abbiamo fatta, nessuno dei due sa di cosa sta parlando.

Come funziona la fatturazione? E l'IVA?

Ricevi una fattura di servizi a scadenza concordata, calcolata sul rapporto fra le ore effettivamente lavorate e il costo orario del servizio. Non paghi le ore di ferie, malattia e mensilità aggiuntive: quelle restano un nostro onere.

Il costo è interamente deducibile anche ai fini IRAP, cosa che il costo del personale dipendente non è. La fattura sconta l'IVA ordinaria al 22%, per te detraibile. Dal 2025 anche il distacco di personale è soggetto a IVA: noi eravamo già strutturati così, quindi per i nostri clienti non è cambiato nulla.

Il punto delicato

Le persone restano le tue. Cambia chi firma la busta paga, non chi dà gli ordini.

È la parte che genera più ansia in trattativa, ed è anche quella dove la norma è più chiara. Il distacco in rete d'impresa nasce esattamente per questo: permettere all'impresa distaccataria di esercitare il potere direttivo sul personale distaccato, mentre gli obblighi retributivi e contributivi restano in capo all'impresa distaccante.

Sulle persone

I tuoi dipendenti, prima e dopo

Nessuno cambia posto, orario, mansione o stipendio. E nessuno viene licenziato per poter partire.

I dipendenti non lo accetteranno mai

Il passaggio avviene per cessione del contratto di lavoro, non per dimissioni e riassunzione. Il modulo va firmato da tre soggetti: il cedente (tu, futuro distaccatario), il cessionario (l'impresa della rete che diventa distaccante) e il dipendente. Il suo consenso è necessario, quindi la domanda è giusta.

Nella pratica, quando i presupposti del passaggio diretto sono tutti rispettati, l'opposizione è rara: il lavoratore mantiene anzianità, livello, mansione, retribuzione e il pregresso maturato e non goduto di ferie, permessi, ROL e TFR. Non perde nulla, e in più passa da un datore singolo a una struttura con consulenti del lavoro interni e DURC pubblicamente verificabile. Se preferisci, alla presentazione ai dipendenti ci sediamo anche noi.

Il personale è fidelizzato e formato, ho paura di perderlo

Le persone continuano a lavorare da te, con te, nello stesso posto e con le stesse mansioni. Il potere direttivo resta tuo: sei tu a organizzare turni, priorità e carichi, esattamente come il giorno prima. Non c'è alcun ricambio, alcuna rotazione, alcuna sostituzione: quella sarebbe un'altra cosa e non è il servizio che facciamo.

Il rapporto quotidiano con la squadra non passa da chi elabora il cedolino. Passa da te, e continua a passare da te.

Siamo una grande famiglia, non voglio che si sentano ceduti

È una preoccupazione seria e va gestita con una comunicazione seria, non con un modulo lasciato sulla scrivania. La cosa che rassicura di più il lavoratore è vedere che non perde niente e che il pregresso non viene azzerato.

Assumendo a proprio carico tutti gli oneri diretti e indiretti, l'impresa distaccante si impegna a rispettare quanto previsto dall'art. 2112 c.c. in materia di trasferimenti d'azienda: le stesse risorse vengono assunte senza soluzione di continuità, a parità di condizioni retributive e contributive. Non c'è un buco, non c'è una data in cui qualcuno resta senza contratto.

Al passaggio devo liquidare ferie, permessi, ROL, tredicesima e TFR a tutti?

No. Con la cessione dei contratti di lavoro non esiste obbligo di liquidazione del pregresso: i contatori proseguono in continuità presso il nuovo datore.

Se invece vuoi liquidare, puoi: azzeri i contatori in busta paga e il dipendente ricomincia a maturare nei confronti del cessionario. Se non liquidi, previa verifica della solidità finanziaria del cedente, il cessionario si fa carico del pregresso con un accollo cumulativo non liberatorio: l'importo resta congelato finché il dipendente non ne fa richiesta o non maturano i presupposti per la liquidazione. È una garanzia in più per il lavoratore, non in meno.

Sul TFR, se gli importi sono rilevanti e difficilmente sostenibili in un colpo solo, il cessionario si rende disponibile a un accordo sindacale per spalmarlo fino a 24 mesi.

Gli apprendisti e i tirocinanti si possono esternalizzare?

Vanno valutati caso per caso e non rientrano automaticamente nel perimetro. L'apprendistato è un contratto a causa mista, con un piano formativo individuale e un tutor legati a quel datore di lavoro; il tirocinio non è nemmeno un rapporto di lavoro subordinato ed è retto da una convenzione con il soggetto promotore e da normativa regionale.

In sede di analisi te lo diciamo posizione per posizione: cosa passa, cosa resta a te e perché. Non è una risposta che si può dare in due righe senza guardare i contratti.

Devo esternalizzare per forza tutti i dipendenti?

No. Si può partire da un reparto, da una linea, da una mansione o da un singolo cantiere. Molte aziende cominciano dall'area a più alta onerosità gestionale e più basso valore aggiunto, e valutano il resto dopo qualche mese di convivenza.

Funziona sia per attività stagionali, sia per attività aperte dodici mesi con personale a tempo indeterminato. Per chi è già in forza si procede per cessione del contratto; per stagionali e nuovi ingressi assumiamo direttamente noi e li distacchiamo da te.

Sulla legge e sui controlli

La parte che interessa al tuo avvocato

Il distacco è un istituto tipizzato dal legislatore. O ne rispetti i requisiti, o non è distacco. Non ci sono zone intermedie, e noi non le cerchiamo.

Il mio avvocato me lo ha sconsigliato: rischio sanzioni INPS e INL

Ha ragione a metterti in guardia, perché il settore è pieno di operatori che vendono la stessa cosa senza i presupposti. Un distacco privo dei requisiti diventa somministrazione illecita o interposizione fittizia di manodopera, e le conseguenze ricadono anche sull'utilizzatore.

I requisiti sono tre e devono ricorrere congiuntamente: interesse del distaccante, specifico, rilevante, concreto e persistente per tutta la durata; temporaneità, cioè non definitività, commisurata alla persistenza di quell'interesse; responsabilità, perché il distaccante resta unico titolare del rapporto di lavoro, senza novazione soggettiva.

Nel distacco in rete d'impresa, il co. 4-ter dell'art. 30 D.Lgs. 276/2003 introdotto dal D.L. 76/2013 pone una presunzione: fra imprese che hanno sottoscritto lo stesso contratto di rete, iscritto al Registro Imprese, l'interesse al distacco sorge automaticamente in forza del contratto stesso. Non è una scappatoia, è la ragione per cui questo istituto esiste. Fai leggere al tuo avvocato il contratto di rete, il modello Unirete e il nostro DURC: sono i tre documenti su cui si gioca tutto.

Cosa succede in caso di ispezione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro?

Succede quello che deve succedere: mostri i documenti. Il contratto di rete iscritto al Registro Imprese, la comunicazione di distacco trasmessa sul portale Unirete del Ministero del Lavoro tramite l'impresa referente, i cedolini, il DURC, le contabili degli stipendi, gli adempimenti ex D.Lgs. 81/08. È esattamente la documentazione che ti forniamo ogni mese in tempi non sospetti.

Se l'ispezione riguarda l'impresa distaccante, la nostra direzione e i consulenti del lavoro interni seguono direttamente l'accertamento. Non ti lasciamo solo davanti a un verbale.

Val la pena dirlo chiaramente: dal 23 febbraio 2022, le imprese aderenti a un contratto di rete devono effettuare le comunicazioni tramite un soggetto individuato nel contratto stesso, l'impresa referente, ai sensi del DM n. 205 del 29 ottobre 2021. Chi ti propone il distacco in rete senza nominarti Unirete non lo sta facendo nel modo previsto.

Che differenza c'è fra rete-soggetto e rete-contratto?

La rete-soggetto dà vita a un nuovo soggetto giuridico, distinto dalle imprese aderenti, con un fondo comune e un organo gestorio, in grado di operare verso terzi. La rete-contratto, che è il modello di Kinetica, non crea alcun ente distinto: ogni impresa resta una persona giuridica autonoma, con il proprio bilancio, la propria partita IVA e la propria responsabilità.

Aderendo, la tua azienda non entra in una società. Sottoscrive un contratto di cooperazione fra imprenditori, previsto dal D.L. 5/2009 convertito in L. 33/2009, e resta padrona di sé.

Il mio consulente del lavoro è un collaboratore storico

E può restare tale. Il tuo consulente continua a seguirti su tutto ciò che riguarda l'azienda: bilancio, fiscale, adempimenti societari, e i dipendenti che scegli di non esternalizzare. Cambia solo chi elabora i cedolini delle posizioni distaccate.

Nella nostra esperienza, il modo più rapido di chiudere questa obiezione è coinvolgerlo: mandagli l'analisi e il contratto di rete, e mettiamolo in call con i nostri consulenti. Un professionista serio legge le carte e ti dà un parere, non un veto.

Sul contratto e sull'uscita

Come si entra e, soprattutto, come si esce

La domanda sull'uscita è quella che separa un fornitore da una trappola. Ha una risposta precisa.

Se interrompiamo il contratto o alla scadenza, perdo tutti i dipendenti?

No. Alla cessazione del rapporto le posizioni possono tornare da te con lo stesso meccanismo con cui sono uscite: cessione dei contratti di lavoro, quindi con anzianità, livello, mansione, retribuzione e maturati intatti. La strada di andata è anche la strada di ritorno.

È il motivo per cui abbiamo scelto la cessione e non le dimissioni con riassunzione: senza soluzione di continuità, il rientro è una pratica, non una ricostruzione. Le condizioni e i preavvisi sono scritti nel contratto di servizio, in chiaro, prima della firma. Chiedile di leggerle: se un fornitore è vago su questo punto, il problema non è l'uscita, è il fornitore.

Quanto dura il contratto di rete?

La legge non fissa una durata. Si ritiene che debba essere commisurata agli obiettivi strategici indicati nel programma comune della rete. Nella pratica viene definita in fase di adesione, insieme alle condizioni del servizio.

Cosa serve per aderire?

Della parte burocratica ci occupiamo noi. A te bastano quattro documenti: carta d'identità e codice fiscale del legale rappresentante, visura camerale dell'impresa aggiornata a tre mesi, modulo di adesione alla rete timbrato e firmato, informativa privacy timbrata e firmata.

Il contratto di rete va redatto per atto pubblico notarile o scrittura privata autenticata, oppure per atto firmato digitalmente da ciascun legale rappresentante; nel secondo caso viene trasmesso al Registro Imprese con il modello standard. Prima di tutto questo, però, viene l'analisi: una mensilità di buste paga di tutti i dipendenti, e in due giorni lavorativi ti diciamo il tuo numero. Se non ti convince, ti sei tenuto l'analisi e non hai firmato niente.

Quali garanzie ricevo, mese per mese?

Nell'ottica della totale trasparenza forniamo al cliente la documentazione che prova i regolari versamenti retributivi e contributivi: DURC in corso di validità dell'impresa distaccante, copia delle buste paga dei dipendenti distaccati, contabile dell'avvenuto pagamento degli stipendi a seguito del saldo della fattura, ed estratto del cassetto previdenziale dell'impresa distaccante fornito periodicamente.

In più hai quattro referenti dedicati con nome, mail e numero diretto: direzione commerciale, back office commerciale, back office sicurezza e ricerca personale. Nessun centralino.

La tua domanda non c'è?

Chiedila. Rispondiamo così, anche al telefono.

Nessuna domanda è scomoda: se la risposta è no, ti diciamo no. E se dall'analisi esce che per te non conviene, te lo diciamo lo stesso.